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The Guardian boccia Expo 2015!

Milano -
Il giornale britannico Guardian critica duramente Expo

Che ne pensano all’estero di Expo? A sentire The Guardian, il noto giornale britannico è “ Una delle fiere mondiali più controverse, mai messe in scena in Europa”. Vediamo perché!

Il giornalista Oliver Wainwright, critico di architettura e design, ha bocciato Expo più o meno da tutti i punti di vista. I Padiglioni sarebbero “Un folle collage di tende ondeggianti, pareti verdi pendenti e ammassi contorti. Sembrano appaiono un ibrido tra tipiche pubblicità di supermercato e certe fiere per agenti di viaggio”. The Guardian ha criticato più o meno tutte le costruzioni, definendole stravaganti e kitsch e, anche dopo aver ascoltato la voce di illustri architetti come Matteo Gallo, direttore del design dell’Esposizione Universale, ha mantenuto ferma la sua opinione. In particolare Palazzo Italia, secondo Wainwright, sembra un centro commerciale cinese.

Per il giornalista del Guardian sono state sprecate le risorse: solo un milione di euro è stato speso per il cosiddetto ‘camouflage’ e ben  13 miliardi di euro per intensificare la rete di trasporti che collega Milano al Sito Espositivo. Poi, a suo parere, i contenuti sono insulsi; eppure, come lui stesso ha affermato, “Lo staff era stato selezionato accuratamente per non fallire. Nomi eccellenti, dagli svizzeri Herzog & de Meuron all’inglese Ricky Burdett, dall’americano William McDonough fino allo spagnolo Joan Busquets. Sarebbe stato ben difficile immaginare un gruppo di esperti migliore di questo, così orientato all’eredità futura di Expo”. Ed è proprio questo il problema principale: secondo il progetto iniziale di Stefano Boeri Expo avrebbe dovuto puntare al contenuto, non alla forma. Cosa importa se i visitatori rimangono a bocca aperta di fronte al palazzo-fortezza del Qatar, o al soffitto ricoperto di specchi del Padiglione dell’Iran, se poi di tutto ciò non rimarrà nulla e, soprattutto, tutte queste stravaganze a che prezzo? Cosa significa poi promuovere lo slow food e farsi sponsorizzare da Mc Donald’s e Coca Cola?

Inoltre, secondo il giornalista inglese, l’Italia è divisa: mentre le Istituzioni il 1 maggio si ‘pavoneggiavano’ in mondovisione per ciò che erano riusciti a fare in poco tempo, a pochi chilometri di distanza, nel centro di Milano, i No Expo manifestavano contro precariato e cementificazione e i black bloc incendiavano macchine e distruggevano vetrine.

Wainwright non ha dimenticato di scrivere nemmeno riguardo agli scandali per corruzione, agli arresti, al naufragio del progetto delle Vie d’Acqua. Soprattutto il giornalista del The Guardian sembra preoccupato riguardo al futuro dell’area Expo. Insomma quest’Esposizione Universale, a suo parere, è stata uno spreco di risorse, una valanga di debiti, un vuoto di contenuti ed è destinata a restare un terreno in rovina. Perciò Wainwright si augura che Expo venga presto ‘parcheggiato’ definitivamente a Dubai.

 

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DISCLAIMER: Questo articolo è stato emesso da MilanoExpo2015.it . ed è stato inizialmente pubblicato su www.milanoexpo2015.it. L'emittente è il solo responsabile delle informazioni in esso contenute.

[Fonte: Milano OnLine]

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