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“Senza Olio di Palma”: l’etichetta illegale di Expo

Milano -
Verrà rimosso il cartello omertoso di Expo?

Nel Padiglione della Malesia di Expo è apparso un cartello su cui c’è scritto che è illegale specificare sui prodotti alimentari ‘Senza olio di palma’ o ‘Palm Oil free’. Il Fatto Alimentare e Great Italian Food Trade, due media indipendenti che si occupano di alimentazione, hanno chiesto al Commissario Giuseppe Sala di rimuovere il cartello, appellandosi alla legge 1169/2011, del  13 dicembre 2014. Secondo questa legge si obbligano i Paesi dell’Unione Europea e specificare nelle etichette dei prodotti alimentari tutti gli ingredienti, compreso il tipo di grasso utilizzato. Malesia e Indonesia sono però i principali esportatori di olio di palma, che è contenuto in quasi tutti i biscotti, crackers, merendine, snack confezionati che mangiamo, compresa l’adorata nutella. Ecco che quindi le lobby mondiali forse non vogliono far sapere dove è contenuto questo grasso molto utilizzato, ma ad Expo, visto che siamo a Milano e quindi in Unione Europea, e dato che il tema principale è proprio il cibo sostenibile, questo cartello diventa offensivo e obsoleto.

L’olio di palma è responsabile del disboscamento delle foreste

Il motivo principale per il quale il Fatto Alimentare e Great Italian Food Trade si stanno battendo per la rimozione del cartello è che l’olio di palma, oltre ad essere un grasso saturo che, se consumato inconsapevolmente in grandi quantità, può essere rischioso per la salute, è il principale responsabile del disboscamento delle foreste del sud est asiatico e dell’estinzione di molte specie animali. Come abbiamo accennato, la palma da cui si estrae questo olio così inflazionato, cresce principalmente in Indonesia e Malesia; il problema è che, nel tempo, per seminare campi di olio di palma, sono state bruciate foreste, è stata emessa una quantità non tollerabile di anidride carbonica (l’indonesia è anche uno dei principali produttori di  gas serra) e sono stati uccisi moltissimi elefanti, tigri, oranghi e rinoceronti, tanto che oggi ne sono rimasti pochi esemplari. Da molto tempo Wwf e Greenpeace denunciano questo sfacelo, così alcune grandi aziende come Ferrero, hanno dichiarato di usare solo olio di palma certificato ma, da un’indagine di Report, sembrerebbe che spesso chi fa le certificazioni sia pagato dalle lobby (e così il problema non viene risolto).

L’olio di palma è un ingrediente usato in quasi tutti gli snack che mangiamo

L’olio di palma è inflazionato perché costa poco, molto meno ad esempio dell’olio di oliva; ha quindi sostituito i grassi animali, pur essendo saturo come quest’ultimi. Sempre secondo il Fatto Alimentare ci sono delle alternative, non solo nel biologico che costa di più, ma anche in alcuni prodotti che si trovano nei Discount. Inoltre i due brand, Misura e Gentilini, oltre ad Alce Nero, sembra abbiano rinunciato ad utilizzare l’olio di palma per preparare i loro snack, e molte catene di supermercati hanno accettato di ridurre o sostituire l’olio di palma nei prodotti che commercializzano. Ad Expo però, che dovrebbe essere la fiera del cibo ecosostenibile, solidale, il cui concept è ‘Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita’, è stato ammesso, almeno fino ad ora, un cartello che non vuol far sapere ai visitatori cosa mangiano.

 

 

L'articolo “Senza Olio di Palma”: l’etichetta illegale di Expo sembra essere il primo su Milano Expo 2015.

DISCLAIMER: Questo articolo è stato emesso da MilanoExpo2015.it . ed è stato inizialmente pubblicato su www.milanoexpo2015.it. L'emittente è il solo responsabile delle informazioni in esso contenute.

[Fonte: Milano OnLine]

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