Il tema di Expo, ormai noto, è ‘Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita’: questo significa che la mission dell’Esposizione Universale di Milano è cibo per tutti, sano e buono. Quindi i cibi preferiti dai visitatori saranno le mele della Svizzera.. No? Allora magari la frutta di Coldiretti? Neanche? Non ci siamo: il cibo preferito dai visitatori di Expo sono le patatine fritte belga, le croccanti e gustose frites avvolte nel caratteristico cartone a forma di cono e vendute nel chiosco di fianco al Padiglione del Belgio. Neanche l’afoso caldo estivo demorde i visitatori a fare  file interminabili sin dalle 10 di mattina per gustare  una porzione di patatine ricolme di buonissime alse. Non è il cibo più salutare del mondo, ma piace e anche tanto. Vediamo perché.
Il chiosco delle patatine belga, venendo da Cascina Triulza,  è all’inizio del Decumano, perciò appena passati i controlli si comincia a sentire quel caratteristico odore di frites che, come fosse la voce di una sirena, attira i visitatori di tutto il mondo. All’ora di pranzo e cena le file aumentano notevolmente e infatti viene venduta una tonnellata di patatine ogni giorno, assieme a 30 chili di ketchup e maionese, 20 di salsa andalusa ( composta da maionese, salsa di pomodoro e pomodori), di tartara, di salsa al curry e chili e chili di molte altre gustose salsine adagiate nella  comoda tasca porta salsa, inserita nel cartone delle patatine.
Qual’è il segreto delle patatine fritte belga di Expo?
Non sarà un cibo sano e sostenibile, ma ha una lunga tradizione alle spalle: Le patatine vengono fatte con una qualità di patata coltivata in Belgio e nel nord della Francia: la Bintje. I belgi sono molto orgogliosi delle loro frites e ne rivendicano la paternità , contrapponendole a quelle francesi, a quelle olandesi o a quelle vendute nei fast food di tutto il mondo. Sono i primi esportatori al mondo di patatine fritte surgelate e ci tengono a precisare che da tutti sono conosciute come french fries solo per questioni di marketing. In Belgio sono talmente famose che nelle varie città , ogni pochi metri, si trova un chiosco che vende patatine fritte. Ora sono arrivate anche ad Expo e in giro per Milano e hanno da subito conquistato tutti. Vengono vendute a 4 euro a cono, ma la porzione non è certo nouvelle cuisine! Spesso i visitatori prima o dopo averle acquistate amano farsi un selfie con la mascotte ufficiale delle frites di Expo: James Bint, riprodotto in un cartonato vicino al chiosco. Il nome delle mascotte deriva in parte dal nome della patata belga: Bintje e in parte da James Bond. Insomma è una mascotte che fa venire voglia di assaggiare queste particolari patatine.
8 steps to heaven – James Bint from ikon on Vimeo.
Qual è però il loro segreto? Le patate Bintje, vengono lavate, pelate e tagliate in modo diverso dalle comuni patatine: vengono proposte in tre misure , ma in tutti i casi sono più grandi di quelle a fiammifero che mangiamo di solito. Essendo più grandi rimangono più croccanti fuori e più morbide all’interno. Inoltre vengono fritte due volte: pima di essere surgelate e davanti agli occhi dei visitatori di Expo. Non so se ve ne siete mai accorti, ma le patatine belga hanno un odore particolare; a volte vengono fritte nell’olio vegetale, ma più frequentemente nel Blanc de boeuf, il grasso bovino, ad un massimo di 175 gradi centigradi.
Sperando di non aver deluso vegetariani e vegani, ecco svelati i segreti del cibo più amato di Expo.
L'articolo Qual è il piatto preferito di Expo? sembra essere il primo su Milano Expo 2015.
DISCLAIMER: Questo articolo è stato emesso da MilanoExpo2015.it . ed è stato inizialmente pubblicato su www.milanoexpo2015.it. L'emittente è il solo responsabile delle informazioni in esso contenute.









