Caro direttore,
Non capisco se il Sottosegretario Toccafondi, uno dei pochi esponenti del Governo sensibile alla libertà di educazione, ci prende per stupidi, allorché dice che le imminenti (possibili) detrazioni fiscali per chi iscrive i figli alle scuole libere non statali sarebbero “una svolta culturale‎ per l’Italia”.
Dopo aver illuso milioni di famiglie, e aver fatto passare nell’opinione pubblica il miraggio che la parità scolastica verrà garantita, anche sul piano finanziario, grazie alle detrazioni, alla prova dei fatti una famiglia fa quattro conti e scopre che, SE va in porto: (a) la detrazione sarà solo fino alle “medie”; (b) la detrazione sarà nel limite del 19% della retta; ‎(c) il 19% sarà calcolato su una retta massima di 400 euro annui.
E così la famiglia continuerà a pagare – tramite le tasse – la scuola statale; continuerà a spendere, per adempiere al suo compito educativo con “libertà ”,  ‎da 3500 a 7000 euro all’anno; di questa retta detrarrà ben 76 euro all’anno; e, beffa delle beffe, gli avversari della libertà educativa andranno in piazza denunciando questi favoritismi “alle scuole private” e “alle scuole dei preti”.
Bella soddisfazione.
Forse era meglio non essere presi in giro con queste scandalose elemosine che, lungi dal far giustizia, puliscono forse la debole coscienza di qualcuno ma non ribaltano affatto, bensì confermano il pregiudizio culturale italiano‎ – e solo italiano – contro la libertà di educazione.
Con amarezza Le auguro buon lavoro
Giovanni De Marchi – Presidente Associazione FAES FAmiglia E Scuola‎ – Milano
DISCLAIMER: Questo articolo è stato emesso da Faes Milano ed è stato inizialmente pubblicato su www.faesmilano.it. L'emittente è il solo responsabile delle informazioni in esso contenute.









