Milano -

L’obiettivo è sempre quello della sua nascita: identificare, in città e con la città, nuove forme di gioiosa resistenza.
Con una nota in più: “amiamoci” non si riferisce solo alla coppia, ma all’amore che ogni essere umano dovrebbe avere il diritto di provare, in primis, per sé, indipendentemente dalla propria affettività, dall’orientamento sessuale, dalle caratteristiche di genere, dalla nazionalità…
Perché se ci si può vivere come si pensa di desiderare di vivere, è socialmente ecologico per tutte e per tutti. Ed è proprio questo desiderio di felice ecologia sociale che porta i soggetti eccentrici protagonistI del festival a cercare forme nuove di espressione. Lo fanno nell’ambito della cultura definita bassa o pop, ma anche in sedi accademiche e producono bellezza e nuove forme di sapere.
Anche nel 2015, Lesbiche Fuorisalone ruota attorno a questo: il beneficio che tutti possono trarre dal non avere paura di mettere in atto il proprio desiderio. E lo fa raccogliendo storie, raccontandole, togliendo gli steccati tra pop e accademia, tra rispetto e rispettabilità. Ancora una volta, nella voglia di donarsi alla città.
Ci saranno, quindi, DJ set, laboratori sulla pratica della scrittura erotica, incontri di carattere accademico (ma non troppo), cabaret transfemminista… per una contaminazione che vorrebbe aprire spazi di libera circolazione delle idee, dei corpi e di ciò che unisce corpi e idee.
Come da tradizione, LFS mantiene, quindi, la sua forma di evento diffuso in differenti spazi. Contaminazione anche qua la parola d’ordine. La quattro giorni si muoverà in città, snodandosi tra l’ex albergo diurno Cobianchi, la Biblioteca del Parco Sempione, il Cinema Mexico, lo spazio RIMAKE, alcuni CAM cittadini.
Tutto il programma su www.lesbichefuorisalone.it
DISCLAIMER: Questo articolo è stato emesso da Teatro Filodrammatici ed è stato inizialmente pubblicato su www.teatrofilodrammatici.eu. L'emittente è il solo responsabile delle informazioni in esso contenute.









