Sabato 6 giugno si è tenuta la prima manifestazione all’interno di Expo: una trentina di attivisti di Legambiente, muniti di bandiere e pettorine gialle, hanno sfilato sul Decumano esibendo uno striscione con la scritta: ‘ No ogm, sì al biologico’.
In una nota di Legambiente viene diffuso il loro pensiero su Expo e, soprattutto, riguardo al ramo agroalimentare: “L’Expo ha portato con se’ senza dubbio l’invasione di autostrade inutili ed opere connesse, i terreni sottratti all’agricoltura, la corruzione che ha colpito l’evento, le contraddizioni legate alle gradi catene industriali dell’alimentazione che coesistono nei diversi padiglioni scintillanti e attrattivi con le produzioni biologiche e dei territori”.
Nella nota vengono però anche precisate le qualità della Esposizione Universale:
“L’Expo rappresenta un’occasione unica e irripetibile per parlare al mondo di salute dei cittadini, di stili di vita in campo alimentare, di un nuovo modello agricolo che non può essere prigioniero degli interessi delle multinazionali del cibo globalizzato e degli ogm, ma al contrario deve favorire alimentazione sicura senza ogm, per combattere la fame nel modo e garantire più equità nella distribuzione delle ricchezze”.
Durante la protesta Legambiente ha presentato un’anticipazione del Rapporto Ecomafia 2015, che verrà diffuso il 30 giugno, denunciando il numero di reati giornalieri perpetuati nel settore agroalimentare: 21 reati al giorno, e si parla di affari da 4,3 miliardi di euro. Legambiente ha riportato tutti i numeri dei business illegali: 7.985 infiltrazioni penali accertate nelle filiere agroalimentari, 14.917 denunce penali e 126 arresti. Sono cifre preoccupanti e i reati sono notevolmente aumentati rispetto allo scorso anno.
Gli attivisti di Legambiente protestano ad Expo contro l’ogm
Rossella Muroni, direttrice nazionale di Legambiente, ha affermato: “Di fronte a questi numeri impressionati abbiamo il dovere di impegnarci per liberare il cibo dalla presa criminale e dal malaffare. Le organizzazioni criminali sono tornate forti e sono tornate alla terra. E spesso a pagare siamo noi, in termini di salute, ma anche di denaro, perché in molti casi sono colletti bianchi a determinare il prezzo dei beni di prima necessità, sia a valle che a monte delle filiere. Occorre aprire una stagione nuova del cibo e dell’alimentazione perché l’alternativa, di fatto, già esiste: sono i nostri prodotti, le nostre eccellenze gastronomiche che uniscono etica all’estetica. Sta a noi assumere la responsabilità di informarsi e di rafforzare questi percorsi e sostenere, attraverso le nostre scelte di consumo, un diverso modo di intendere la produzione alimentare”.
Expo dovrebbe quindi non solo promuovere una cultura del mangiare bene, ma ‘influenzare’ la mentalità dei visitatori di tutto il mondo.
Che cosa ne pensano gli utenti della Rete della protesta di Legambiente e del messaggio diffuso ad Expo? Leggiamo alcuni commenti pubblicati sul Fatto Quotidiano.
Francesco Catania ha scritto: “Riesci a sfamare 7 miliardi di persone con il Bio? La qualità è ovviamente alta, ma la resa è piuttosto bassa. Il Bio è un lusso (che purtroppo sempre meno giovani si possono permettere), a meno che tu non abbia il tuo orto personale…”
Freddy Torre ha invece commentato: “Tralascio l’argomento OGM…, sinceramente io pensavo che l’Expo con il suo slogan ‘Nutrire il pianeta’, offrisse punti di riflessione e forse anche qualche soluzione su tematiche del tipo: consumo di acqua nella produzione di alimenti, deforestazione per coltivare, problemi legati agli allevamenti intensivi, coltivare in zone aride, ecc… O sono male informato io, eppure tutti i giorni sfoglio la maggior parte dei giornali online, o sono i media che si occupano solo degli scandali ma di informare sui contenuti non gliene può fregare di meno, o come ultima opzione e perché l’Expo è solo una grande fiera della salsiccia dove ogni paese presenta il suo piatto tipico e basta”.
Infine Charlok ha scritto: “E’ assolutamente, ripeto, ASSOLUTAMENTE, improbabile che le multinazionali e la ricerca ogm che loro sovvenzionano abbiano altro scopo se non quello di fare soldi facili, tanti e subito. Ed è altrettanto ovvio e palese che non abbiano alcuno scrupolo nel perseguire questo fine. La ricerca libera forse potrebbe essere realmente disinteressata e mossa da motivi etici e puramente scientifici? Forse si. Ma verrebbe in ogni caso sfruttata poi da chi vuole solo il profitto facile anche a discapito della vita altrui. Basta guardarsi intorno per vedere quanto gli imprenditori siano così spesso disposti a sacrificare la vita di migliaia di lavoratori o abitanti adiacenti alle industrie in nome del profitto. Abbiamo decine e decine di esempi tragici solo in Italia…Chi crede che gli ogm siano un importante traguardo scientifico non faccia l’errore grossolano di credere che sia un altrettanto importante traguardo per l’umanità. Almeno finché l’umanità verrà trattata come una massa tranquillamente sacrificabile di consumatori e di lavoratori da cui spremere solo profitto immediato”.
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