Le agenzie interinali, in particolare per Expo, cercano cuochi, camerieri, facchini e altro personale specializzato nel settore turismo. Si parla di stipendi mensili che arrivano fino ai 2.000 - 2.500 euro al mese, ma pare che non abbiano abbastanza candidati, in particolare giovani, disposti a lavorare nei week end, la sera o nei giorni festivi.
Manpower invece la pensa diversamente: l’agenzia interinale, partner di Expo, ha infatti dichiarato che sono arrivate 150.000 domande per coprire circa 6.000 posizioni e che fanno 250 colloqui di lavoro al giorno. C’è qualcosa che non torna..
Paolo Ferrario, amministratore delegato di E-work ha affermato: “Lo scorso anno per avviare 2.500 lavoratori nel settore del turismo ne abbiamo visionati dieci volte tanti, e molte volte qualcuno ha accettato l’offerta per poi lasciare dopo pochi giorni proprio per questi motivi. La maggior parte, però, se ne va via direttamente dal colloquio. Specialmente i più giovani”. Sono concordi con lui molte agenzie interinali che, ora che si avvicina Expo, hanno bisogno di personale, soprattutto nell’ambito del turismo ma, una volta definiti gli orari e i giorni di lavoro, ricevono da parte dei candidati secchi rifiuti. Ha infatti aggiunto Ferrario a questo proposito: “I profili validi li troviamo. Alcuni chiedono, però, di lavorare solo dal lunedì al venerdì, o fino alle 19. Sono per lo più giovani e danno priorità alla pianificazione della propria vita, che a volte è in contrasto con le esigenze delle strutture. Questo si verifica prevalentemente nelle grandi città, più usciamo, più troviamo disponibilità, per una questione anche di vicinanza ai posti di lavoro e al momento le regioni del Sud danno maggiore disponibilità, specialmente per i lavori legati alla stagione estiva, ma non solo”.
Dunque, soprattutto i giovani, nonostante la crisi, stanno rifiutando proposte di lavoro da 2000, 2.500 euro: possibile? Dopo tutte le polemiche sul volontariato ad Expo, ora che pare affiorino delle reali proposte lavorative e ben remunerate, i giovani non vogliono coglierle?
Se questo fosse vero forse avrebbero avuto ragione l’economista Padoa Schioppa che, come molti forse ricorderanno, nel 2007 aveva affermato: “Mandiamo i bamboccioni fuori di casa!”. O il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta che, qualche anno dopo, aveva rincarato la dose dicendo: “Obbligherei per legge i figli a uscire di casa a 18 anni!”. E che dire dell’allora ministro del Welfare Elsa Fornero che durante un convegno dedicato alle riforme, parlando dei giovani, aveva detto: “Non bisogna mai essere troppo ‘choosy’, meglio prendere la prima offerta e poi vedere da dentro e non aspettare il posto ideale”. O del suo viceministro Michel Martone che aveva definito i giovani sopra i 28 anni non ancora laureati degli ‘sfigati’? L’ultimo ad affrontare questo argomento è stato forse John Elkann che, dall’alto della sua posizione, ha affermato: “Molti giovani non colgono le tante possibilità di lavoro che ci sono o perché stanno bene a casa o perché non hanno ambizione”. Appena quest’ultimi hanno dichiarato la loro posizione nei confronti delle nuove generazioni sono stati immediatamente attaccati da altri politici e bersagliati dalla Rete.
Eppure, dopo quanto hanno espresso le agenzie interinali (così come riportato da Maria Strada sul Corriere), verrebbe da pensare che non avevano poi tutti i torti. Possibile che da una parte ci si lamenti (forse giustamente), del volontariato ad Expo e dall’altra si faccia i choosy (“schizzinosi”) per dirla alla maniera della Fornero, davanti ad un buono stipendio mensile? Forse troppi soldi danno alla testa, perché se da una parte alcune agenzie interinali non riescono a trovare candidati disposti ad adeguarsi agli orari delle strutture turistiche, dall’altra i dati riportati da Manpower tratteggiano una realtà diametralmente opposta e, quindi, una ricerca frenetica del lavoro da parte di giovani e meno giovani. C’è una contraddizione in corso, a meno che i 250 candidati che ogni giorno sostengono i colloqui presso le agenzie di Manpower, alla fine rifiutino il lavoro o lo lascino dopo pochi giorni che l’hanno iniziato, come ha riportato Ferrario. Del resto, come ha dichiarato la stessa partner di Expo, pare che in Inghilterra, abbia dovuto offrire ad alcuni muratori stranieri, in particolare portoghesi, 4000 sterline al mese, quindi 5.000 euro, il doppio di una paga normale, perché nessuno rispondeva agli annunci. Ora ha invece aperto un bando per trovare mille addetti alla sala e alla cucine che lavorino nei Padiglioni di Expo. La domanda sorge spontanea: viste le ultime notizie riportate dalle agenzie interinali, aderirà qualcuno, o dovranno triplicare la paga come in Inghilterra?
A portare un po’ di luce sulla questione, forse ci ha pensato La7 che pochi giorni fa ha intervistato alcuni giovani di Legnano riguardo al lavoro, per il programma: ‘L’aria che tira’ e dal servizio è effettivamente emerso che le giovani generazioni hanno fretta e non sono disposte ad accettare tutto pur di lavorare. E’ un po’ sconfortante la risposta che ha dato un calzolaio quando l’inviata glia ha chiesto se sono mai entrati nella sua bottega dei giovani per imparare il mestiere: “Mi è capitato davvero raramente, forse un paio negli ultimi 20 anni. Non è una cosa che chiedono molto volentieri”.
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