Milano -
Che nella storia d’Italia viaggi il termine compromesso è un dato di fatto a cui noi italiani siamo rassegnati.
Credo siamo tutti d’accordo. Se non altro non possiamo negare che ce ne fu addirittura uno, poco tempo fa, chiamato “storico”.
Lo spettacolo è innanzitutto un’indagine sul compromesso, che parte dalla Prima Guerra Mondiale.
Lo fa dal punto di vista di cittadini che ancora italiani non sono, all’inizio: sono austriaci italiani, trentini. Come De Gasperi. Un politico, dei contadini, una ragazza fragile.
Diventeranno italiani, faranno figli e dunque saranno padri di italiani. Seguiamo le vicende di questa stirpe per 100 anni, fino a oggi, e nel frattempo ripercorriamo la storia d’Italia e la sua politica.
Ma questo spettacolo è anche un’indagine sull’eredità e sull’identità.
In cosa credevano i nostri padri e le nostre madri? Cosa ci hanno trasmesso? Oggi innanzitutto arranchiamo davanti alla parola “credere”.
In cosa crediamo? A chi apparteniamo? Se è vero che questo arrancare parte da errori fatti dai nostri padri c’è però da chiedersi se sia possibile ritrovare, oggi, un’identità perduta o se sia necessario costruirsene un’altra, magari partendo dalla nostalgia profonda di quell’identità.
E se davvero il compromesso sia un fatto del tutto negativo.
DURATA 80′
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ORARI:
lunedì / RIPOSO
martedì / 21.00
mercoledì / 19.30
giovedì / 21.00
venerdì / 19.30
sabato / 21.00
domenica / 16.00
PREZZI:
intero / 20 €
ridotto convenzionati / 16 €
ridotto under 25 / 13 €
ridotto over 65 / 10 €
ridotto scuole / 8 €
gruppi da almeno 10 persone (con prenotazione obbligatoria a promozione@teatrofilodrammatici.eu o 02 36727551) / 10 €
DISCLAIMER: Questo articolo è stato emesso da Teatro Filodrammatici ed è stato inizialmente pubblicato su www.teatrofilodrammatici.eu. L'emittente è il solo responsabile delle informazioni in esso contenute.









