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I cibi proibiti, ammessi solo ad Expo!

Milano -
Ad Expo imiteremo Fantozzi al ristorante giapponese?

MilanoExpo 2015 si è già occupata dei cibi più strani che forse assaggeremo nei Padiglioni stranieri del Sito Espositivo. Il via libera all’importazione di alcuni prodotti che non sono mai arrivati nelle tavole italiane spetta al Ministero della Salute e all’Unione Europea.

Ci sono le leggi nazionali, i regolamenti comunitari, ma anche le eccezioni ed Expo 2015 è un’occasione troppo golosa: occorre uno strappo alla regola! E’ pur vero anche che alcuni Paesi come ad esempio il Giappone sperano di poter importare alcuni cibi al momento vietati anche finita la kermesse. Quali sono i cibi proibiti che forse assaggeremo nei Padiglioni di Expo e quelli vietatissimi?

Ad Expo si mangerà carne di coccodrillo?

1) Coccodrillo: la carne di coccodrillo è un piatto tipico dello Zimbawe ed è acquistabile in alcuni Paesi Europei come, ad esempio, il Belgio che non vieta l’importazione di carni di rettili. Perciò l’Italia, per onorare le tradizioni culinarie straniere, è  favorevole al suo ingresso ad Expo, come ha affermato anche il direttore generale dell’ufficio Sanità animale del ministero della Salute, Silvio Borrello: “Lo Zimbabwe si è mosso per le carni di coccodrillo. Stiamo valutando la richiesta, anche facendo prove di laboratorio. Sappiamo che è commercializzata in alcuni Paesi europei, come il Belgio.”

Ad Expo mangeremo anche gli insetti?

 

2) Insetti: Milano Expo 2015 ha già trattato l’argomento ampiamente, ma ora ci sono alcune novità, come ha aggiunto Borrello: “Come per la carne di coccodrillo, così anche per gli insetti. Il Ministero della Salute già un anno fa aveva spedito un questionario alle 147 nazioni ospiti a Milano chiedendo di specificare quali alimenti avrebbero voluto importare, ma nessuno ci ha risposto. Ora tutto si gioca negli ultimi 70 giorni: il Ministero esaminerà le richieste, valutando il livello di rischio del Paese, del prodotto e del luogo in cui viene confezionato, per poi decidere se accettare o meno l’ingrediente speciale”.

Fugu, il pesce palla velenoso ma gustoso

3) Katsuobushi e fugu: anche questi due cibi tipici del Giappone sono in forse. Non sono mai stati ammessi in Italia nonostante, per lo meno a Milano, sembra ormai che ci siano più ristoranti giapponesi ed “All you can eat” che italiani. Il katsuobushi, conosciuto anche come ‘dried bonito’, è un ingrediente importante che si usa per preparare numerosi piatti giapponesi come, ad esempio, la zuppa di miso o la soba. Si ottiene attraverso un processo di affumicazione del tonno che produce sostanze chimiche, pare cancerogene, al di fuori degli standard europei. Inoltre, nella fase di essicazione, si utilizzano muffe. Sarà più facile che assaggeremo il ‘dried bonito’ rispetto al fugu (che qualcuno ricorderà forse grazie ad una puntata dei Simpson). Si tratta di un pesce palla che viene preparato con accorgimenti particolari, in modo tale che il veleno contenuto nelle carni non contamini le carni del pesce e non intossichino dunque l’uomo; ma il rischio comunque esiste. Secondo il più diffuso quotidiano giapponese, ‘Yomiuri Shimbun’, il pesce palla si potrà assaggiare Expo, ma Borrello ha affermato: “La Ue vieta le carni velenose, sarebbe un rischio”.

 

 

Saranno invece vietatissimi all’Esposizione Universale il cane e i datteri di mare che sono specie protetta. Tutti gli altri alimenti rimangono in dubbio perché da una parte Expo, essendo il cibo il tema principale, vorrebbe che i visitatori potessero provare alcuni piatti che non potrebbero mai assaggiare, se non nei luoghi d’origine, dall’altra ovviamente è necessario tutelare la salute delle persone che verranno a Milano per l’Esposizione. Se gireranno nei padiglioni cavallette, scorpioni, coccodrilli o strane pietanze giapponesi non si sa, ma è sicuro che il cibo servito ad Expo non potrà uscire dai padiglioni: quello che avanza sarà distrutto, o meglio incenerito direttamente nel sito espositivo. Inoltre le merci saranno trasportate su imballi piombati, i quali verranno aperti solo nei capannoni autorizzati davanti ai tecnici ministeriali e delle Asl.

Che Expo rimanga un’eccezione per alcuni cibi non è affatto detto. Alcuni Paesi, come ad esempio il Giappone, sperano che l’Esposizione Universale sia un’occasione per convincere l’Unione Europea a cambiare le proprie politiche alimentari.

 

 

 

DISCLAIMER: Questo articolo è stato emesso da MilanoExpo2015.it . ed è stato inizialmente pubblicato su www.milanoexpo2015.it. L'emittente è il solo responsabile delle informazioni in esso contenute.

[Fonte: Milano OnLine]

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