Il tema principale di Expo 2015 è il cibo, il motto: ‘Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita’. Si riuniranno esponenti politici da tutto il mondo e discuteranno le modalità per sconfiggere la fame nel mondo. E’ un progetto molto ambizioso ma, parlando solo dell’Italia o anche solo di Milano, la città dove si svolgerà l’Esposizione Universale, cosa  fanno le istituzioni in pratica per donare cibo, un posto dove dormire, calore e soprattutto restituire dignità ai sempre più numerosi poveri che vagano per la città ? Dov’è l’Energia per la Vita?
Partiamo dai dati inquietanti diffusi dalla Caritas Europa: in Italia una persona su quattro è a rischio povertà . Parliamo del 28,4% della popolazione, numeri elevati se si considera che la media europea in tema di povertà è pari al 24,5%. L’Italia fa parte dei Paesi più a rischio insieme a Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda, Romania e Cipro. Diminuendo il lavoro, aumenta l’assistenza e solo a Milano sono in 50 mila le persone che ricevono questo tipo di aiuto. Dal 2008, quando è iniziata la crisi, i poveri sono aumentati del 61% e la maggior parte ha più di 45 anni.
Non stupisce quindi sentire storie di persone che scelgono di vivere in piccole comunità tornando alla natura, scegliendo uno stile di vita contadino un po’ hippy o di altre che emigrano inventandosi nuove strade in luoghi dove il denaro non regni sovrano, e la dignità delle persone conti ancora qualcosa.
Michel Montecrossa ha scritto una canzone per Expo
A proposito di dignità , povertà , fame e vita comunitaria, la casa discografica Mira Sound Germany ha lanciato una nuova canzone per Expo, scritta da Michel Montecrossa: ‘Donate al Pianeta Energia della Vita’. Il brano è energico, appassionato, esprime la volontà di arrivare alle persone perché creino un futuro migliore, senza fame, povertà , sofferenza. L’artista non ha scritto solo una canzone, ma anche fondato una città : Mirapuri, vicino al Lago Maggiore e a Milano, dove mettere in pratica questi valori, un luogo orientato ad un futuro dove regnino pace, ecologia, arte e vita comunitaria. Montecrossa ha affermato: “Il cambiamento climatico sta accelerando ed i banchieri criminali e politici corrotti stanno precipitando verso l’oscurità del loro atto finale. È per questo che dico che è ora di agire e di dare al pianeta l’energia dell’amore che nello stesso tempo è l’energia vera della vita e la forza ultimativa della gente del mondo.”
E a proposito di Energia della Vita e di Expo, il capoluogo lombardo che ospiterà l’Esposizione Universale non è più da anni solo la “Milano da bere” e neanche una vetrina luccicante dove far passeggiare incoscienti i presunti milioni di visitatori che si aggireranno nelle vie centrali.
Una signora anziana raccoglie gli avanzi al mercato
Milano è anche la città dei sempre più numerosi poveri che fanno la fila all’Opera di San Francesco, all’Opera Cardinal Ferrari, alla Società del Pane Quotidiano, al Banco alimentare, all’Ortomercato e a tutte le mense per poveri sparse per la città . Gli indigenti sono sempre più numerosi, sono stranieri, sono italiani anziani, sono padri divorziati che per pagare gli alimenti non riescono più a provvedere a se stessi, sono famiglie numerose che non riescono a fare la spesa, sono imprenditori che hanno visto fallire impietosamente la propria azienda o dirigenti che hanno perso il lavoro. Loro forse non sanno neanche cosa sia Expo, ma hanno bisogno quotidianamente di Energia per la Vita, quindi di cibo, di un posto letto, di reintegrarsi nella società , quindi d’inventarsi un nuovo lavoro e di trovare un posto dove incontrarsi.
Per fortuna ci sono i volontari e sono moltissimi: persone che prima di andare al lavoro, se ce l’hanno, indossano la loro pettorina bianca e fanno il giro tra i banchi dell’ortomercato per recuperare casse di frutta e verdura per il Banco Alimentare. Grazie a loro e a tutti i volontari che lavorano nelle mense dei poveri, distribuiscono un piatto caldo, biancheria intima o offrono la possibilità ai poveri di farsi una doccia, sembra quasi che tutte queste persone indigenti che vivono a Milano siano dei fantasmi, sembra quasi di non incontrali tra i marciapiedi lustrati del centro pronti ad accogliere i visitatori di Expo. Quando Letizia Moratti aveva tolto le panchine dal centro perché non ci dormissero i clochard, forse perché non offrivano un’immagine brillante della città agli occhi dei turisti, quest’ultimi dove sono andati? Sono rimasti lì e con la loro dignità hanno continuato a cercare ogni notte un’edicola o un luogo riparato dove dormire, hanno continuato e continuano a fare lunghe file per aggiudicarsi un posto caldo, aspettano la chiusura dei mercati per recuperare qualche ortaggio abbandonato. Ci sono poi i giovani che fanno 3 o 4 lavori al giorno per essere indipendenti e non tornare a vivere dai propri genitori, magari anziani ed indigenti, ci sono i pensionati che sopravvivono con poche centinaia di euro e ci sono famiglie che mangiano, ma non bene perché alcuni alimenti costano troppo e quindi non seguono la dieta equilibrata promossa da Expo, ricca di vitamine e sali minerali. Sono “i poveri a metà ”, quelli che si vergognano a fare la fila alla mensa dei poveri, ma cercano ogni giorno soluzioni diverse per arrivare a fine mese e probabilmente non possono permettersi di spendere circa 30 euro per acquistare il biglietto di Expo e scoprire quali soluzioni hanno trovato gli esponenti politici per combattere la fame del mondo. Vorrebbero che lo Stato si occupasse di loro e non solo gli enti privati; ad esempio, come ha riportato l’Internazionale, per quanto riguarda l’Opera di San Francesco, nel 2013 l’associazione ha ricevuto meno di cinquemila euro di contributi da enti pubblici, ma ben 5 milioni di donazioni dai privati. Riguardo invece all’Opera Cardinal Ferrari, il Comune contribuisce ai bisogni dei poveri con solo il 4% sul totale delle donazioni. La società del Pane Quotidiano che offre cibo a tutti (a differenza delle altre che chiedono almeno un documento), dato che il loro motto è fin dalla sua costituzione ‘Fratello… nessuno qui ti domanderà chi sei, né perché hai bisogno, né quali sono le tue opinioni”, ha invece avuto in ‘regalo’ per 90 anni la sede principale, ma per la succursale di Viale Monza spende 9.000 euro all’anno di affitto e la Provincia pare non dia neanche un euro. Inoltre la sede principale è ormai fatiscente e avrebbe bisogno di ristrutturazioni, ma non per questioni estetiche, bensì per far fare ai poveri la fila al caldo, invece che per strada.
Al ristorante Ruben a Milano i poveri pranzano a 1 euro!
Per chi è povero, ma ha ancora qualche risorsa per fare la spesa, può recarsi nei mercati solidali come al Social market di via Leoncavallo 12 o di Via Sebastiano del Piombo, dove gli alimenti costano molto meno che al supermercato. I bisognosi, selezionati dai servizi sociali del Comune, possono infatti fare la spesa per 20 euro. A Cesano Boscone ha aperto un Emporio della Solidarietà dove si può fare la spesa gratis, e poi c’è il ristorante Ruben di Ernesto Pellegrini, dove si può pranzare al costo di un euro e i ragazzi al di sotto dei 16 anni non pagano. Non è un semplice ristorante, qui si consuma il pasto senza fretta e ci si ristora lo spirito oltre alla pancia. Succede così anche ogni martedì durante la Cena dell’Amicizia, organizzata dalla parrocchia san Pio V, in via Lattanzio: qui gli avventori, oltre a mangiare, parlano dei loro problemi, giocano a carte, ridono, perché l’Energia della Vita non è solo il cibo in senso lato, ma la dignità , il sentirsi utili e apprezzati all’interno del contesto sociale. Ma questo non sarebbe compito anche dello Stato, delle istituzioni, del Comune di Milano che sta per ospitare l’Esposizione Universale?  Speriamo che perciò si concretizzi almeno l’accordo tra il Banco Alimentare ed Expo, in modo che tutto il cibo avanzato nei Padiglioni possa essere servito ai poveri il giorno dopo.
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