L’ultima ondata di caldo a Milano ha portato disagi anche ad Expo. 50 visitatori al giorno in media hanno un malore o svengono, soprattutto ragazzi in gita con la scuola (ma si è sentito male anche un carabiniere). Le chiamate al 118, attivo all’interno del Sito Espositivo, sono sempre più frequenti: soprattutto anziani che si sentono male e temono un infarto. Fino ad ora i visitatori hanno cercato di proteggersi dal caldo cercando delle zone d’ombra, affollando la piscina del Padiglione della Repubblica Ceca – che sembra diventata un parco acquatico-, visitando il bosco austriaco o cercando refrigerio nelle case dell’acqua, ma ora la situazione sta diventando ingestibile. La società Expo finalmente sta pensando di installare dei tendoni, in particolare nei luoghi dove si formano le code più lunghe, e di procurare dei nebulizzatori (come quelli che ci sono fuori dai Padiglioni).
Al mattino, soprattutto ai tornelli, i visitatori sono costretti a stare in coda un’ora prima di entrare ad Expo e, con la prima ondata di caldo, non è difficile credere che qualcuno possa essersi sentito male. Nel mese di maggio 719 visitatori si sono presentati nei tre ambulatori del Sito Espositivo a causa di un malore; i centralini del 118 hanno dovuto far fronte a 1.182 richieste d’intervento, e molti anziani hanno chiesto aiuto perché, dopo aver percorso gli 1,5 chilometri del Decumano, non se la sono sentiti di tornare indietro a piedi.
Con l’ondata di caldo è stata presa d’assalto la piscina di Expo
La piscina della Repubblica Ceca è diventata un parco acquatico
In molti, come detto, fino ad ora hanno cercato di proteggersi dal caldo come hanno potuto. Gli insegnanti con scolaresca a seguito si sono organizzati in modo tale che ogni studente avesse nello zaino una bottiglietta d’acqua e un cappellino, mentre invece molte altre persone non attrezzate spesso si coprono la testa con foulard e bandane improvvisate, oppure imitano gli orientali riparandosi dal sole con l’ombrello. Nonostante tutte le precauzioni del caso tre studentesse dell’Isis Sacile-Brugnera sono svenute, e altri loro compagni si sono sentiti male perché hanno dovuto attendere per troppo tempo sotto il sole cocente, dato che un’entrata era bloccata. Le ragazze sono state aiutate dai volontari, ma i soccorsi sono stati lenti e un’insegnante si è chiesta perché abbiano fatto entrare tutti solo da Porta Merlata e non dagli altri ingressi che erano liberi.
Le navette sono comode, ma spesso sono talmente piene che i visitatori sono costretti ad attendere la successiva su un marciapiede dove non c’è neanche una tettoia sotto la quale proteggersi dal sole. Siccome l’estate del 2015 si prevede sia la seconda più calda negli ultimi 30 anni e che le roventi temperature dureranno fino a metà ottobre, sarebbe importante che la Società Expo prenda provvedimenti al più presto.
Legambiente, che pochi giorni fa ha sfilato per protesta lungo il Decumano, è convinta che la Società Expo, a proposito dell’emergenza caldo, avrebbe potuto trovare delle soluzioni prima dell’inizio della kermesse. Infatti Damiano di Simine, presidente di Legambiente Lombardia ha affermato su Repubblica: “C’è poca traspirazione vegetale e molto accumulo di calore che viene accumulato da strutture, cemento e asfalto. La sofferenza maggiore è di giorno per i visitatori, ma anche di notte perché il cemento funziona da volano termico e quindi di notte non si può rinfrescare”. Riguardo invece alle vasche di fitodepurazione per le acque piovane Di Simine ha dichiarato: “Sembrano tanti stagni, per avere dei risultati bisognava realizzarli almeno un anno prima”.
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