Mercoledì 8 luglio siamo stati ad Expo all’evento di ABB : ‘Expand your Vision’. ABB, oltre ad essere un gruppo leader nel campo della tecnologia e dell’innovazione, è partner dell’Esposizione Universale ed è la società che ha inventato YuMi: il simpatico robot collaborativo a due braccia che ‘lavora’ al banco della frutta del Supermercato del Futuro di Expo. Si occupa in particolare di inserire le mele in scatole di materiale ecologico e di collocarle in un’area del self service, dove possono essere poi comprate dai visitatori della kermesse. All’evento di ABB è emerso quanto la tecnologia e l’innovazione possano aiutare l’uomo ad ampliare i propri orizzonti. Si è parlato di robotica tattile, di aerei ad energia solare, di cibo spaziale sano e gustoso e d’industria sostenibile. Abbiamo scambiato anche due parole con Matteo Marini, presidente di ABB Italia.
All’evento sono intervenuti oltre a Marini e all’amministratore delegato di ABB, Mario Corsi, anche ospiti provenienti da mondi diversi, ma uniti dalla tecnologia e dal desiderio d’innovare il mondo: Domenico Prattichizzo, docente all’Università di Siena ed esperto di tecnologia tattile e di robotica indossabile, Stefano Polato, lo chef ufficiale della Missione Futura, quella di Samantha Cristoforetti, che è intervenuta in differita, Bertrand Piccard: pilota facente parte del progetto Solar Impulse 2, artefice del primo volo intorno al mondo, con un aereo che viaggia ad energia solare e infine il pianista e compositore Giovanni Allevi, al quale nel 2002 la Nasa ha dedicato un asteroide e lui ha suonato un brano in onore di questo importante riconoscimento.
I vari interventi erano tutti in linea con la mission di Expo: il pianeta deve rinnovarsi, bisogna utilizzare fonti rinnovabili e green, le industrie devono essere più produttive, competitive e sostenibili, le città devono diventare sempre più smart, sharing e la tecnologia può dare una mano a realizzare questi obiettivi.
Bertrand Piccard, pilota del progetto Solar Impulse 2
Bernard Picard, in differita dalle Hawaii, ha detto: “Noi possiamo scegliere la nostra vita o esserne vittime”. Viaggiare ad energia solare significa ridurre l’impatto ambientale e lui ha dimostrato che questo è possibile, anche a temperature dai +50 ai -41. Ha poi aggiunto: “Sono stufo di sentire, alle conferenze internazionali, relatori che dicono di essere stufi dell’inquinamento, ma che di fatto non trovano soluzioni. Invece con la tecnologia si può e questa tecnologia è disponibile, crea nuovi mercati, nuovo lavoro. Dobbiamo però motivare le persone per avere un futuro più pulito”. Solar Impulse 2 è un esempio di come si possa espandere la nostra visione e di come si possa costruire un nuovo futuro più green e quindi in linea con la mission di Expo.
Stefano Polato, chef ufficiale di Missione Futura
La presenza di uno chef ad un evento come questo, dove il tema è la tecnologia, può suscitare perplessità e infatti Polato ha iniziato il suo intervento dicendo con fare scherzoso: “ Ormai non può esistere un evento senza uno chef, vi chiedo scusa”. Fino a qualche tempo fa gli astronauti non mangiavano sano a bordo della loro navicella, ma ora grazie ai pasti e snack ideati da Polato e dall’azienda Argotec di Torino, dove si prepara appunto lo space food, questo è possibile. Purtroppo le confezioni sono ancora in plastica e alluminio ( ma ci lavoreranno), però il cibo contenuto è sano: molta frutta, disidratata e secca, cereali e noci macadamia: le preferite da Samantha Cristoforetti. Insomma, se nello spazio si può mangiare cibo italiano, gustoso, sano e con i giusti valori nutritivi, lo si può fare anche nella terra. Samantha ha voluto farsi portavoce di questo messaggio, puntando soprattutto alle nuove generazioni, ai bambini. Polato ha anche detto che hanno realizzato un sito e-commerce che si chiama ‘Dallo Spazio alla terra’ , per vendere lo space food, che mantiene i suoi valori nutritivi nel tempo, anche sulla terra, soprattutto alle persone che fanno sport o che hanno poco tempo.
Domenico Prattichizzo, docente di robotica all’Università di Siena
L’intervento di Prattichizzo ha affascinato la platea: forse in pochi avevano sentito parlare di tecnologia tattile e di robotica indossabile. Il docente ha detto: “ Siamo abituati a remotizzare occhi e orecchie, ma non a toccare a distanza. Ci vuole un robot che faccia forza sul mio dito e mi faccia sentire un oggetto lontano a distanza”. Grazie a questa tecnologia noi potremo ad esempio toccare un’opera d’arte che si trova a New York, ma anche aiutare i non vedenti o i pazienti che stanno compiendo un percorso riabilitativo e che quindi non hanno più forza e sensibilità tattile. Prattichizzo ha raccontato poi che i non vedenti non amano guidare con il navigatore perché limita il loro senso dell’udito, quindi preferiscono la presenza di un volontario. Attraverso questa tecnologia tattile, i volontari possono guidare i non vedenti a distanza, grazie ad un braccialetto e a una telecamera. Fino ad ora l’esperimento è stato provato a Siena e ne è risultato che i non vedenti si sentono oltre che più sicuri anche più liberi.
Giovanni Allevi, musicista e compositore
Giovanni Allevi, prima di suonare, ha raccontato che rapporto ha con tecnologia e innovazione; 16 o 17 anni fa, quando studiava alla biblioteca del Conservatorio, gli hanno chiesto per scrivere un brano musicale innovativo di prendere a pugni un pianoforte. Mentre rifletteva su questa curiosa richiesta guardava i ritratti dei compositori classici del passato. Per lui loro sono stati innovatori, senza prendere a pugni un pianoforte; utilizzando la musica classica hanno raccontato il loro tempo. Quindi per lui comporre musica innovativa significa utilizzare la forma classica, mettendo però in musica il presente. La tecnologia lo affascina però l’uomo rimarrà sempre l’elemento fondamentale.
Questa è la versione anche di Marini: YuMi, il robot creato per Expo, collabora con l’uomo, lo aiuta, ma non lavora da solo. I robot possono ad esempio accorgersi che manca la ciliegina nei cioccolatini boeri, oppure possono spalmare la salsa di pomodoro sulle pizze surgelate. L’industria per essere competitiva ha bisogno della tecnologia e quindi anche dei robot. Per il futuro non ci può essere solo una città pilota smart, come ad esempio Milano, ma uno Stato intelligente.
Matteo Marini, presidente di Abb Italia
Noi di Milano Expo 2015 abbiamo chiesto a Marini di raccontarci di YuMI e degli altri robot di ABB e lui ha risposto: “YuMi è il primo della serie; noi vendiamo robot da quasi 45 anni e ne abbiamo installati nel mondo 250.000. YuMi prima si chiamava Frida, ma ora ha cambiato sesso; l’abbiamo ideato per cambiare un po’ il concetto di robot: non è un rimpiazzo dell’essere umano, ma un automa che si affianca, collabora con l’essere umano. YuMi ha 14 assi e sono tanti per un robot, non può sollevare grandi pesi, ma non è il suo scopo. Il suo scopo è mettersi di fianco all’umano e collaborare per ad esempio attaccare un chip su un circuito stampato, oppure controllare il bar code dei medicinali che poi vanno inscatolati e spediti all’estero. Conta poco il peso, ma la non interferenza con l’uomo. Alla fiera di Hannover, dov’è stato presentato YuMi, si è presentata Angela Merkel e ha provato a mettere il suo dito in mezzo alle pinze del robot; è stato un momento di grande paura da parte nostra, ma il nostro esperimento ha funzionato: si è bloccato e quindi non ha interferito con lei”.
YuMi, il simpatico robot di ABB
Gli abbiamo poi chiesto se Yumi potrebbe sostituire un cassiere della Coop e quindi prendere il suo posto e Marini ha risposto: “In una Coop YuMi è stato messo lì per fare uno show, perché è divertente, spiritoso e dimostra che la robotica può collaborare anche con il mondo food. A noi però interessa di più che ad esempio, come ho detto prima, un robot si accorga che nel boero manchi la ciliegina e se non c’è fa in modo che venga inserita, anche se questo non è il compito di YuMi, ma di un altro robot. YuMi è un prodotto ‘civetta’. Nel supermercato non rimpiazzerà mai l’uomo, può magari aiutarlo ad esempio nella parte di logistica, d’impacco, nelle attività ripetitive, dove non serve una testa pensante, ma un lavoro costante, preciso e ripetitivo dello stesso processo. L’uomo rimane insostituibile”.
L'articolo Expo: chi è YuMi e un robot può sostituire l’uomo? sembra essere il primo su Milano Expo 2015.
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