Poco tempo fa il Fatto Quotidiano ha scoperto che il Tatarstan, ad Expo, ‘spacciava’ alcuni formaggi italiani per russi, come ad esempio ‘Prego’ e ‘Solo Formaggio’, nella cui confezione compariva un logo con il nostro tricolore. Ora, Coldiretti ha dato il via ad una mostra curiosa: ha deciso di esporre nel suo Padiglione ad Expo tutti i cibi e vini contraffatti all’estero e poi magari venduti ad Expo, come fossero autoctoni. E’ un oltraggio al Made in Italy che penalizza il cibo italiano e toglie posti di lavoro.
Sembra che un Paese su quattro, tra quelli che partecipano ad Expo, quindi ben il 25%, spacci’ prodotti tipici italiani come fossero loro. Troviamo ad esempio la Sauce Maffia che serve per condire le patatine in Belgio, il finto pesto ligure in Thailandia, negli Stati Uniti si vende un kit per preparare il Parmigiano e il Barolo, in Bulgaria fanno il caffè Mafiozzo , in Argentina il vino bordolino , in Germania la firenza salami, in Canada il finto prosciutto di San Daniele e addirittura in Austria vengono venduti dei palesemente falsi tortiglioni con polenta, piatto che in Italia non mangeremmo mai.
Contraffare il Made in Italy per Roberto Moncalvo, Presidente della maggiore associazione agricola italiana, significa perdere 60 miliardi di fatturato e 300 mila posti di lavoro. Il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina ha affermato a questo proposito: “Abbiamo sfruttato meglio di ogni stato membro dell’Ue la protezione prevista dalla normativa europea. Dobbiamo insistere per arrivare al consumatore, per aiutarlo a distinguere le nostre eccellenze dai falsi”.
Expo e la curiosa mostra di Coldiretti sono sicuramente l’occasione migliore per far conoscere ai visitatori il vero cibo Made in Italy e distinguerlo dal falso, spesso ‘spacciato’ per autentico. Il fatto curioso è che spesso i Paesi che taroccano il Made in Italy, sono quelli più ricchi, come Cina, Stati Uniti, Australia, Canada, Germania e, come abbiamo visto, anche la Russia.
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