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Giovedì 12 Dicembre 2019
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Visita alla città di Cinisello Balsamo

Cinisello Balsamo -

Stemma comunale di Cinisello Balsamo

Già dal 1950, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri datato 19 maggio, Cinisello Balsamo è stata autorizzata a fregiarsi dello stemma comunale e del gonfalone. Lo stemma, su fondo rosso (Balsamo) e azzurro (Cinisello), presenta, rispettivamente, un pastorale e una spada, manicati d’oro in Croce di S. Andrea (a indicare che Balsamo, sin dall’anno mille apparteneva ai vescovi di Milano) e un leone rampante coronato di oro, che tiene nella destra una doppia croce ospedaliera (simbolo dell’Ospedale San Simpliciano al quale Lanfranco Pila aveva lasciato tutti i suoi possedimenti di Cinisello).

Il gonfalone, a coda di rondine, consta di un drappo rosso e azzurro riccamente ornato d’oro (dopo il conferimento del titolo di Città il gonfalone ha i fregi in oro, colore che contraddistingue le Città dai Comuni che hanno i fregi in argento, così come i merli della corona sono ora 5, al posto di 9 che caratterizzano i comuni) con impresso lo stemma comunale e con l’iscrizione in oro ‘Cinisello Balsamo’. I cordoni sono dorati, mentre le parti in metallo argentati; l’asta è ricoperta di velluto rosso e azzurro con bullette a spirale. E’ completato con nastri tricolori fregiati in oro.

Normativa di riferimento
L’art. 6, comma 3, approvato con atto del Consiglio n.20 del 18.04.2018, indica le caratteristiche dello stemma comunale, così come previsto dal decreto del Presidente della Repubblica in data 19.05.1950.

Palazzo comunale di piazza Confalonieri

Storia
Prima della costruzione del Palazzo comunale gli uffici avevano sede in villa Arconati Visconti Arese e successivamente in alcuni locali adiacenti a villa Silva Ghirlanda Cippelletti.
Il sindaco Natale Confalonieri fece costruire e donò alla città l’edificio che avrebbe ospitato la sede del Comune, ma purtroppo scomparve prima di vedere realizzato il progetto.
Il 20 settembre del 1911, primo anniversario della sua scomparsa, si svolse la cerimonia di consegna dell’edificio alle autorità e di svelamento di due lapidi in suo onore. La cerimonia fu semplice, ma degna della persona che si onorava.
Il 24 settembre 1911 si svolse la prima seduta del Consiglio comunale nella nuova sede. Il sindaco Emilio Baj Macario, la Giunta e il Consiglio espressero "la più viva riconoscenza […] ai munifici donatori", elogiando anche la popolazione, tutti i rappresentanti delle associazioni e delle società, mentre il consigliere Abele Confalonieri ringraziò Baj Macario per la donazione fatta al Comune dell’arredamento del gabinetto del sindaco.
Infine fu deliberato di intitolare la piazza antistante il Palazzo comunale piazza Natale Confalonieri “a perenne riconoscenza dell’atto suo munifico".
Nel nuovo Palazzo comunale si insediarono i sindaci: Abele Confalonieri, Emilio Baj Macario, Antonio Pacchetti, Pietro Pagliarini (commissario prefettizio), Emilio Baj Macario (dal 1926 podestà); dopo l’unificazione dei Comuni di Balsamo e di Cinisello: Ferdinando Lalli (commissario prefettizio), Alberto Innocente Monti (podestà), Ferdinando Gimelli (commissario prefettizio e podestà), Stefano Taccani (commissario prefettizio nei periodi di assenza del podestà) e Giuseppe Francaviglia (podestà).

Alla fine di aprile del 1945, durante le giornate della Liberazione, mentre il distaccamento della 119^ Brigata Garibaldi S.A.P. (Squadre di Azione Patriottica) Quintino di Vona prendeva possesso dei locali della Scuola Elementare Luigi Cadorna, veniva occupato anche il Palazzo comunale per insediarvi il C.L.N. (Comitato di Liberazione Nazionale) locale che assunse pieni poteri fino al 25 giugno quando giunse dal prefetto Riccardo Lombardi la nomina del sindaco (Carlo Meani) e dei componenti della Giunta comunale provvisoria.
I sindaci della Repubblica democratica dopo Meani furono: Vittorio Viani, Cesare Caimi, Vittorio Viani, Aldo Raimondi, Enea Cerquetti, Felice Riccardi, Virgilio Canzi, Elio Bosio, Vincenzo Mario Pozzi, Carlo Lio, Daniela Matilde Gasparini, Angelo Zaninello. Il sindaco in carica è Daniela Matilde Gasparini.
Oggi il Palazzo è sede degli uffici del sindaco, del vicesindaco, dell’assessore all’Urbanistica e del segretario generale, della Sala Giunta e di alcuni uffici.

Presentazione


Nel progetto iniziale l’ingresso agli uffici del Palazzo comunale si trovava a destra dell’atrio: da qui si accedeva a uno scalone che immetteva alla veranda/balconata del piano superiore e successivamente al salone adibito ad Aula Consiliare.
Negli anni l’edificio subì alcune trasformazioni, ma conservò sempre gli stilemi decorativi della facciata eclettica. In un primo tempo venne chiuso
l’atrio con una maestosa cancellata in ferro battuto. In seguito, con la ristrutturazione avvenuta tra il 1986 e il 1987, la cancellata fu tolta e venne spostato l’ingresso sulla parete di fronte. Al posto del vecchio ingresso venne posizionata la lapide commemorativa Ai Martiri della Resistenza e della deportazione. All’interno fu eliminato lo scalone per far spazio a nuovi uffici e venne fatta costruire una scala a chiocciola per accedere al piano superiore. La veranda fu chiusa per ospitare una saletta/ufficio e lo spazio utilizzato per le riunioni del Consiglio comunale divenne un atrio, in cui oggi si conservano il Gonfalone del Comune (con drappo partito di rosso, caricato di un pastorale in argento e di spada, posti in croce di Sant’Andrea, a rappresentare Balsamo e drappo azzurro con leone rampante avente nella branca destra una doppia croce ospedaliera a rappresentare Cinisello) riccamente ornato e caricato dello stemma comunale con l’iscrizione centrata in oro "Comune di Cinisello Balsamo”, l’albo d’onore, alcune fotografie del Museo di Fotografia Contemporanea e un affresco strappato dall’ala sud di Villa Silva Ghirlanda Cappelletti, che raffigura la denudazione di Giunone da parte degli Amorini o un rimando al mito di Issione che, ingannato da Giove, giace con la nuvola da cui generò i Centauri. Negli anni Ottanta il Palazzo comunale di piazza Confalonieri fu unito, mediante un corridoio aereo, alla nuova sede comunale di via XXV Aprile.

 

Il Palazzo comunale di via XXV Aprile

Fu costruito tra il 1969 e il 1971 su progetto dell’architetto Demetrio Costantino (Milano, 1930). L’inaugurazione ebbe luogo il 2 giugno del 1971 in occasione della Festa della Repubblica.
Il Palazzo è sede dell’Aula Consiliare, dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio comunale, delle sale dei partiti di maggioranza e di minoranza, dell’anagrafe e di altri uffici.

VILLA GHIRLANDA SILVA

 

 

 

 

Le fonti asseriscono che l’edificio fu costruito attorno al 1660, per volontà di Donato I° Silva, da uno dei più valenti architetti dell’epoca, il Richini, intervenuto su un edificio preesistente di più modeste dimensioni, risalente al Cinquecento legato al nome di Palladio. Tuttavia questa ipotesi non è awalorata da nessun documento.

Le prime testimonianze grafiche della Villa e del suo giardino, rappresentate dalle incisioni di Marc’Antonio Dal Re (1726) e di Karl Remshart (ante 1735), presentano un edificio appartenente nella sua struttura fondamentale alla metà del Seicento.

Lo stesso Donato e, in seguito, il figlio Gerardo (1646-1714) promossero la prima campagna decorativa delle sale.

La fama della villa è legata soprattutto ai successivi proprietari, i discendenti di Donato, e in particolare, suo nipote il conte Donato II° Silva (1690 - 1779) che avrebbe portato a termine la costruzione della villa, ed il nipote di Donato I°, il conte Ercole Silva (1756 -1840) che progettò e realizzò la trasformazione del giardino, regalando alla città uno dei primi parchi all’inglese, o romantici, in Italia.

Dopo la morte di Ercole, la villa passò al nipote Gerolamo Ghirlanda (1789-1851) prima e successivamente al figlio Carlo (1825-1888). Quest’ultimo diede nuovo impulso al quartiere: fece costruire un lodge scozzese ed uno chalet svizzero e chiamò il pittore e decoratore Luigi Scrosati a decorare la facciata verso il giardino e la torretta (1852).

Estintasi la discendenza Silva, la villa fu acquistata nel 1886 da Giuseppe Frova e, all’inizio del nuovo secolo, dal conte Giuseppe Cattaneo di Proh. Era ormai iniziata la fase di decadenza e di dispersione degli arredi e delle collezioni.

Nel 1926 divenne proprietà di Emilio Cippelletti. Agli inizi degli anni ’70 fu acquistata dall’Amministrazione Comunale.

Attualmente viene utilizzata come biblioteca, sede di uffici, sale per riunioni e per cerimonie, sale mostre. Nell’ala Sud della Villa è presente il Museo Fotografia Contemporanea.

Note
Il volume "Villa Ghirlanda Silva" Guida storico artistica è edito dal Comune di Ciniselo Balsamo ed è in vendita presso le librerie della città. I testi sono a cura di Gabriella Guerci e le foto sono di Alberto Lagomaggiore. 

 

Parco di Villa Ghirlanda Silva.

Orari apertura e chiusura:

Gennaio 8.00 - 17.00

Febbraio8.00 - 17.00

Marzo 8.00 - 17.00

Aprile 7.00 - 20.00

Maggio 7.00 - 20.00

Giugno 7.00 - 20.00

Luglio 7.00 - 20.00

Agosto 7.00 - 20.00

Settembre7.00 - 20.00

Ottobre 8.00 - 17.00

Novembre8.00 - 17.00

Dicembre8.00 - 17.00

 

LE SAGRE 

Cinisello e Balsamo hanno sempre festeggiato dai tempi lontani due festività: la sagra vera e propria e l’Uffizi. Una riveste carattere religioso e l’altra ha sempre avuto una netta impronta di festa paesana con parco di divertimenti. La sagra di Cinisello cadeva in occasione della prima domenica di ottobre, mentre quella di Balsamo della seconda dello stesso mese.

Ora sono rimaste le due feste più sentite e più tradizionali. L’Uffizi di Cinisello che cade il lunedì successivo alla seconda domenica di Quaresima, mentre la Festa di Balsamo cade il lunedì successivo alla seconda domenica di ottobre.

In passato, durante queste sagre, nei due paesi si svolgevano avvenimenti di notevole portata; le vie cittadine e le case venivano addobbate e illuminate in modo così allegro da far cambiare alle stesse il loro volto spesso dimesso. A volte la gente dei due borghi iniziava anche un mese prima la lavorazione di fiori di carta, stendardi e addobbi vari che servivano per agghindare i portoni. Dal momento che gli ingressi meglio addobbati venivano premiati, si assisteva a vere gare per superarsi in iniziative e trovate. Alcune porte erano frutto di meticolose lavorazioni che finivano per divenire dei veri e propri capolavori; tra queste si ricorda quella che per alcuni anni aveva approntato la ditta per articoli di cancelleria Condor, consistente in un grande arco di trionfo in legno traforato, completo di illuminazione interna.

L’Uffizi de Cinisell, che ha vissuto il suo miglior splendore durante gli anni Venti e Trenta, dal 1885 fino agli anni Settanta veniva festeggiato con giostre, altalene, tiro a segno, mercato, banchi di dolciumi e firun (collana di castagne cotte al forno, spruzzate di vino bianco e infilate nello spago) nella piazza Comunale, oggi piazza Gramsci. Era una delle feste con parco di divertimenti più rinomata della provincia e per due o tre giorni faceva convogliare in paese decine di migliaia di persone provenienti da tutta la zona.

A quei tempi la gente vi affluiva dai paesi vicini con ogni mezzo, mentre coloro che provenivano da Milano fruivano del tram interurbano dell’A.T.M. che, per l’occasione, si vedeva costretta a rafforzare il servizio. Specialmente il lunedì pomeriggio quasi nessuno si recava al lavoro e i ristoranti e le osterie erano impegnati a confezionare pranzi e colazioni. Per far fronte al notevole aumento di lavoro, alcuni di questi locali arrivavano addirittura a ingaggiare, per quei due giorni di punta, dei cuochi (o pseudo tali) reperiti frettolosamente a Milano.

L’uffizi era noto anche per la particolare caratteristica dei filoni di castagne. I venditori erano numerosissimi e si allineavano con le loro enormi ceste lungo le vie d’afflusso alla piazza. Tra i vari venditori di dolciumi, frutta, giocattoli e souvenir di ogni genere, i firunatt furono tra coloro che si garantivano i maggiori introiti. Nessuno tornava a casa senza il tradizionale firun penzolante dal braccio degli adulti e dal collo dei ragazzini.

Erano i tempi gloriosi del Circo Equestre e per anni a Cinisello furoreggiò il Gallingani che nei tre giorni di fiera e per alcune sere ancora si esibiva tra gli applausi del sempre numerosissimo pubblico. Il circo Gallingani, che ogni sera, con tutti i suoi artisti, compiva un giro propagandistico tra le vie cittadine seguito da un codazzo di ragazzi, con i suoi favolosi acrobati, i suoi animali e in particolare con il suo comico Padela, ha rappresentato per i cinisellesi un’epoca.

Al Circo e alle numerose giostre facevano degna cornice i baracconi con la donna cannone, l’uomo serpente, la donna con due teste e quella senza testa, nonchè i forzuti pugili carichi di medaglie e fasce tricolori che lanciavano tra la folla i guantoni e accettavano le sfide dei giovani presenti tra il pubblico.

E, naturalmente, tra tanta gente, non mancavano i borsaioli.

L’uffizi di Balsamo, invece, non ha né una tradizione né un passato rimarchevole infatti si festeggiava in tono più dimesso.

A cura del Centro Documentazione Storica - liberamente tratto da: A. Scurati, Storia di Cinisello Balsamo.

 

CONTATTI:

Via XXV aprile, 4 - 20092 Cinisello Balsamo

Centralino tel. 02 660231 

Per informazioni:

info@comune.cinisello-balsamo.mi.it

Website: https://www.comune.cinisello-balsamo.mi.it/

 

 

 

[Fonte: Milano OnLine]

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