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Cile ad Expo: vincerà la gara del vino?

Milano -
I visitatori ad Expo amano il vino!

Ad Expo si è conclusa da poco – e con ottimi risultati – la ‘settimana del vino cileno’: il Padiglione del Cile è stato visitato da molti curiosi, che hanno  provato i rossi e bianchi latini.

Il Pinot nero Santa Alba Reserva della Valle de Curico e il Cabernet Sauvignon Origen Del Pedregal Family sono vini corposi e decisi, ottimi da abbinare ai cibi speziati: e così, anche se i sommelier consigliavano di degustarli, i visitatori li hanno apprezzati al punto da servirsene molti calici, magari intonando prima di bere il celebre brindisi autoctono: “Arriba, Abajo, Al centro. Pà dentro!”.

Il Padiglione del vino italiano di Expo sta però anch’esso avendo molto successo, e anche i vini francesi sono molto apprezzati.

Quindi chi vincerà la sfida?

Il Cile è il 14° produttore e il 4° esportatore di vino al mondo.  La sua storia parte già a metà del ‘500, quando Gesuiti e Francescani iniziarono a produrre vino per celebrare le messe. In realtà, però, il nettare degli dei fu utilizzato più per dominare e sterminare gli indios che per onorare Dio. Lo stesso Hernán Cortés, il celebre invasore spagnolo, piantò un vitigno, il Paìs, che ancora oggi conta un terzo del raccolto. Dopo l’indipendenza, le grandi famiglie proprietarie terriere preferirono i vitigni francesi a quelli spagnoli. Con il tempo il Cile, nonostante abbia mantenuto le tradizioni, ha reso la sua produzione più tecnologica e ha imparato alcune tecniche utilizzate in altri Paesi come, ad esempio, in  Italia. Il clima e la posizione geografica del Cile favoriscono la sua produzione vitivinicola; la zona che produce i migliori vini del Paese è sicuramente la Valle di Colchagua, conosciuta dagli abitanti autoctoni come la Ruta del vino.

Ed ecco che ora il vino cileno è sbarcato ad Expo e, quindi, chi ha letto delle sue proprietà, solo nei libri di Isabella Allende o nelle poesie di Pablo Neruda, finalmente è riuscito a degustarlo. Nel Padiglione del Cile sono giunti un bianco e 4 rossi: il Sauvignon Blanc, con il suo caratteristico profumo di pomodoro, peperoni, mela, agrumi e frutto della passione, il Pinot nero, il Cabernet Sauvignon di 13.5%, adatto ad accompagnare piatti a base di carne e, soprattutto, il Carmenere Gran Riserva dal 1825. Sono vini prestigiosi, adatti anche a cene importanti, ma che i visitatori di Expo hanno preferito accompagnare alla celebre Sopaipilla barros luco: la buonissima focaccina di zucca con manzo e formaggio fuso.

Del resto il principio ispiratore alla base del Padiglione del Cile di Expo è l’amore, e si sa che vino e cibo sono due atti d’amore nei confronti della vita. Isabelle Allende, nel suo libro ‘Afrodita’ ha scritto: “Nettare degli dei, conforto dei mortali, il vino è una meravigliosa pozione che ha il potere di allontanare le preoccupazioni e di offrirci, anche solo per un istante, la visione del paradiso”.

Del resto, forse, non è un caso che il Padiglione del Vino di Expo, il primo in una Esposizione Universale dedicato al “nettare degli dei”, abbia avuto un tale successo: 450 mila visitatori dall’apertura, dei quali il 20% stranieri. Non è nemmeno strano che François Hollande e il Premier Matteo Renzi abbiamo discusso bonariamente se fossero più apprezzati i vini italiani o i vini francesi, così come non sorprende che i vini cileni siano stati accolti dal pubblico con un tale entusiasmo.

 

Scriveva Euripide: “E dove non è vino non è amore; né alcun altro diletto hanno i mortali”.

 

L'articolo Cile ad Expo: vincerà la gara del vino? sembra essere il primo su Milano Expo 2015.

DISCLAIMER: Questo articolo è stato emesso da MilanoExpo2015.it . ed è stato inizialmente pubblicato su www.milanoexpo2015.it. L'emittente è il solo responsabile delle informazioni in esso contenute.

[Fonte: Milano OnLine]

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