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Cibo ad Expo: finalmente qualcosa è cambiato

Milano -
Marco Lucchini, direttore del Banco Alimentare,, è molto contento del lavoro svolto ad Expo

Circa un mese fa i sacchi della spazzatura pieni del pane rustico di Eataly, lasciati abbandonati nel sito di Expo, avevano fatto il giro della Rete. Molti, indignati, si erano chiesti come fosse possibile sprecare il cibo proprio ad Expo, il cui concept è ‘Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita’. Poi la vicenda è stata chiarita dalla stessa Eataly, mentre Marco Lucchini, direttore del Banco Alimentare chiedeva la collaborazione di tutti i bar e ristoranti di Expo, in modo tale da poter recuperare il cibo non consumato. Da allora i volontari del Banco Alimentare, i cosiddetti ‘angeli dell’antispreco’, hanno recuperato 2 tonnellate di alimenti che hanno donato a 250 enti d‘assistenza di Milano.

I sacchi della spazzatura abbandonati ad Expo hanno fatto il giro della Rete

Evidentemente il tema dello spreco è molto sentito in questo periodo, visto che in tanti si sono infuriati davanti alle immagini di quei sacchi dell’immondizia pieni di cibo, e dato che molte persone hanno chiesto di diventare volontari del Banco Alimentare. In questi giorni ha inoltre aperto il Refettorio Ambrosiano, ideato dallo chef stellato Massimo Bottura, che si batte da molto tempo contro lo spreco di cibo. In un’intervista su Vogue, nel momento in cui gli hanno chiesto di dare un’interpretazione di Expo 2015, ha affermato: “La mia interpretazione è: combattere lo spreco, per me questa è la cosa fondamentale. Se tu leggi il numero: 1.3 bilioni di tonnellate di cibo sprecati ogni anno, non sai neanche come scriverlo, non sai neanche quanti zeri ci sono. E questo numero corrisponde a 4 volte la quantità di cibo che servirebbe per sfamare le persone che soffrono, per aiutare i meno fortunati a sopravvivere”.

Parallelamente all’iniziativa del Refettorio Ambrosiano, ideato per sfamare i più poveri con gli avanzi dei Padiglioni, i volontari del Banco Alimentare, da quando è iniziato Expo, hanno già varcato 8 volte i cancelli dell’Esposizione Universale dopo le 23, per recuperare 8 tonnellate di cibo (quindi di pane, pasta cucinata, frutta, verdura, passata di pomodoro, salumi, scatolame e piatti pronti). Il cibo è stato poi consegnato a 250 strutture caritative di Milano nel più breve tempo possibile, in modo tale che non ci fossero problemi riguardo alla conservazione sia dei cibi cucinati che di quelli freschi.

Marco Lucchini, che aveva chiesto la collaborazione dei ristoranti dell’Esposizione Universale, è molto soddisfatto del lavoro svolto fino ad ora e della partecipazione generale, generata dall’accordo tra Cascina Triulza e Banco Alimentare. Lucchini ha infatti affermato: “Ad un mese dall’apertura dei cancelli di Expo possiamo dire che abbiamo fatto di tutto perché nulla venisse sprecato”. Infatti, dei 70 ristoranti e bar del Padiglioni, ben 40 hanno accettato di donare il cibo in eccedenza al Banco Alimentare. Gli altri 15 esercizi, a detta del direttore, o non sono ristoranti, o donano gli alimenti alla loro mensa interna o all’Expo Village o ancora  cucinano cibi particolari che non possono essere portati fuori dal Sito Espositivo. Lucchini ha poi aggiunto: “Riscontriamo grande sensibilità e attenzione al tema della gestione delle eccedenze alimentari non solo all’interno di Expo. Testimonianza di questo sono anche le 170 persone che hanno risposto al nostro appello per aiutarci nel recupero. Un segnale che forse qualcosa sta cambiando”.

L’obiettivo del Banco Alimentare sarebbe quello di recuperare almeno il 40% di ciò che rimane delle 450 mila tonnellate di cibo proposte ad Expo.

Contro lo spreco di cibo esiste anche un’App: Sharingfood, ideata da 3 studentesse del liceo Maria Luigia di Parma. L’App ha vinto un concorso organizzato del Padiglione della Svizzera; al momento è disponibile solo per Android, ma presto lo sarà anche per Ios. E’ una piattaforma utile per scambiare o donare cibo che altrimenti verrebbe sprecato. Possono utilizzarla sia privati che associazioni, come il Banco Alimentare e molte altre, che ogni giorno raccolgono alimenti che normalmente verrebbero buttati e invece vanno a sfamare i più poveri. Questa è l’ennesima dimostrazione di quanto sia sentito il tema dello spreco di cibo, in particolare dalle nuove generazioni. Chissà se questa sarà anche l’eredità che lascerà Expo e non solo a Milano.

 

L'articolo Cibo ad Expo: finalmente qualcosa è cambiato sembra essere il primo su Milano Expo 2015.

DISCLAIMER: Questo articolo è stato emesso da MilanoExpo2015.it . ed è stato inizialmente pubblicato su www.milanoexpo2015.it. L'emittente è il solo responsabile delle informazioni in esso contenute.

[Fonte: Milano OnLine]

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