A quanto pare Expo porta molte persone ed istituzioni a contraddirsi spesso e volentieri. Pochi giorni fa è stata diffusa un’importante iniziativa riguardante le università: gli studenti avrebbero la possibilità di visitare l’Esposizione Universale al prezzo ridotto di 10 euro, contattando il proprio ateneo. Tutto ciò sarebbe davvero valevole, se non fosse che insieme allo zuccherino agli studenti sia stato imposto d’inghiottire anche la carota. Pare infatti sia spuntato un listino Expo riguardante gli alloggi universitari, rincarato del 44%! Quest’operazione è stata effettuata dal Cidis: il Consorzio pubblico universitario che gestisce i posti letto delle università di Milano e Varese, destinati a studenti e docenti fuori sede. Se così fosse molti studenti sarebbero costretti a lasciare le proprie stanze e magari a trasferirsi in abitacoli fatiscenti, probabilmente lontani dal proprio ateneo. Come ha risposto il Cdis alle proteste degli studenti? Al momento, il Codacons è l’unico a difenderli!
L’idea di far entrare gli studenti ad Expo ad un prezzo agevolato ha suscitato notevole interesse, tanto che alcuni di loro ci hanno scritto per avere maggiori informazioni. Se l’obiettivo è quello di favorire una loro partecipazione all’Esposizione Universale, com’è possibile che da un lato si offra loro un biglietto a 10 euro e dall’altra s’imponga agli studenti fuori sede, se desiderano continuare a dormire negli alloggi universitari, di pagare 650 euro al mese, contro i 450 che hanno pagato fino ad ora? Il listino ritoccato per Expo dal Cidis è pubblicato sulla pagina web dello stesso Consorzio, di cui fanno parte la Bicocca, la Statale e l’Università dell’Insubria. Basta cliccare alla voce ‘Regolamento Foresteria per Expo 2015’ ed ecco che appare il listino incriminato, deliberato lo scorso dicembre.
Ad Expo Prezzi rincarati per gli alloggi degli studenti!
Gli studenti non hanno gradito l’iniziativa messa a punto dal Cidis allo stesso modo di quella riguardante i biglietti scontati per visitare l’Esposizione Universale e hanno quindi scritto una lettera al Consiglio di Amministrazione e al Rettore dei 3 atenei. In un punto della lettera c’è scritto: “il Cidis ha scelto di utilizzare le stanze per far ‘cassa’, quasi che le residenze fossero hotel. Senza deroga gli studenti saranno costretti ad accontentarsi di stanze in palazzi fatiscenti o distanti dai poli universitari.“ Effettivamente i prezzi non sono poi così inferiori alle tariffe di una stanza in un hotel di media categoria: la singola costa al giorno 40 euro, la doppia 70, a settimana uno studente pagherebbe 250 euro e due studenti 450. Il prezzo mensile per un singolo ragazzo ammonta a 650 euro e a 1.100 euro per due. Come ha risposto il Cidis alle proteste degli studenti?
Marcello Fontanesi, ex rettore della Bicocca e presidente del Consorzio ha affermato: “ È proprio perché non siamo alberghi che è stata presa la decisione. Per estendere il servizio agli esterni ci sono costi aggiuntivi e se è giusto aprire le nostre residenze per Expo è giusto anche non attingere ai fondi che riceviamo dalla Regione per il funzionamento delle residenze e per il diritto allo studio. Quest’anno, sui finanziamenti è previsto un taglio del dieci per cento, se va bene. Perché inizialmente si era parlato del quaranta per cento. Le tariffe del periodo Expo saranno applicate soltanto per professori e tutor e si tratta di un’offerta limitata poiché le residenze che potrebbero accoglierli offrono poco più di cinquanta posti, sugli oltre mille gestiti dal consorzio.”
Dunque secondo il presidente della Cidis i rincari riguarderebbero solo docenti e tutor in visita a Milano per Expo, ma gli studenti non sono convinti visto che nel listino rincarato le tariffe sembra riguardino tutti pretendono dunque un aggiornamento del listino, con una deroga nei loro confronti. Andrea Torri, rappresentante degli Studenti Indipendenti Bicocca ha affermato: “Chiediamo che, anche con uno sforzo da parte degli atenei, vengano implementati i servizi agli studenti, dagli alloggi al servizio mense. Un esempio? In un campus come quello della Bicocca non abbiamo mense serali.” Mentre Davide Martucci, rappresentante degli studenti del Cidis ha dichiarato: “Stiamo costruendo un altro bando del diritto allo studio per renderlo adeguato alle esigenze di chi ne ha bisogno”.
Possibile che qualcuno si stia approfittando di Expo per speculare sugli studenti fuori sede che fanno già fatica a pagare i loro 450 euro di alloggio? Cosa serve favorire le università, facendo entrare i ragazzi all’Esposizione Universale a 10 euro se poi li si penalizza sul resto e in particolare proprio sull’alloggio? Si spera dunque che non debbano lasciare le proprie stanze per favorire altri studenti, tutor e docenti disposti a pagare di più per visitare Expo.
L’unico che al momento ha tirato fuori gli artigli e quindi difeso gli universitari, oltre a loro stessi, è il Codacons (il coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell’Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori), che ha dichiarato: “Speculazioni economiche e rincari esagerati. Ancora una volta -sottolinea il Codacons- c’è chi si approfitta di Expo al solo fine di guadagnare dei soldi. E’ necessario un intervento che tuteli le migliaia di studenti e docenti colpiti dai rincari. Expo deve essere un momento importante per Milano, anche dal punto di vista economico -conclude- ingiusto che a farne le spese siano però i giovani che a Milano vengono per studiare”.
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